Benvenutə nell'Alveare di Brigit-Belisama

L'Alveare nasce nel 2020 come dimensione sacra e collettiva, che collega e unisce i cuori di chi ne fa parte, nutrendosi del fluido ispi...

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mercoledì 7 febbraio 2024

Brigid in Europe!


Quest'anno, per Imbolc, si è tenuto un meraviglioso evento...Brigid in Europe! 

È stato un magico Imbolc di tre giorni organizzato da Hearhland Creative, una festa interculturale tra Irlanda e Italia per celebrare il 1500° anniversario della morte di Santa Brigida d'Irlanda, che ha visto il riaccendersi della Sacra Fiamma di Brigit e le benedizioni con le sue Sacre Acque dei pozzi di Kildare e Faughart in Irlanda, unite per l’occasione all'acqua del fiume Arno di Firenze.

Brigid in Europe è stata una festa etnografica-antropologica, nata per celebrare quelli che sono i valori Brigidini, organizzata con il sostegno dell'ambasciata irlandese di Roma, della Solas Bhríde center and hermitages - Brigid 1500 Kildare e delle parrocchie di San Martino a Mensola (FI) e di Santa Brigida nel paese di Santa Brigida (FI). 

L'antico culto della Dea Brigid, come sappiamo benissimo, è stato con il cristianesimo trasformato nel culto della santa tanto che è quasi impossibile affermare con certezza dove abbia inizio la Dea e dove finisca la Santa. Esattamente come l'antico culto della Signora del sacro fuoco e delle acque di guarigione anche il culto della Santa si è diffuso rapidamente in molte parti di Europa. 


In particolare, da noi in Toscana la sua influenza vede origine nel IX secolo con l’arrivo in Italia di San Donato di Scotia, dove Scotia sta per l’antica denominazione usata al tempo per designare l’Irlanda. Lui, uomo di chiesa cristiana e devoto fedele a Santa Brigida di Kildare, giunto nella nostra nazione si sposta poi a Firenze e raggiunta la collina di Fiesole, si racconta che miracolosamente udì suonare le campane in un orario del tutto casuale e che per questo capì che era quello il luogo dove avrebbe dovuto rinverdire la Diocesi, diventandone di fatto il vescovo. Lo raggiunse a breve il connazionale Sant’Andrea, che divenne poi arcivescovo e fondatore della chiesa di San Marino a Mensola, luogo dove ancora oggi riposano le sua ossa. Accadde che Sant’Andrea si ammalò, e nel suo dolore sentì il bisogno di chiamare in preghiera la sorella per assisterlo al suo capezzale; è così che colei che divenne poi la seconda Santa Brigida, si vide per miracolo trasportare vicina al letto di morte del fratello, con tanto di tavolo e di sedia sulla quale sedeva nella sua casa di Irlanda. La sua vita, successiva alla dipartita del fratello, si concentrò poi appena fuori dalla città di Fiesole, a Pontassieve, dove recatasi in ritiro nelle zone di Lubaco, divenne suora. Vagando nei boschi di quei luoghi trovò poi una grotta dove si mise in eremitaggio, cibandosi solo di erbe e radici e conducendo una vita da mistica. La grotta piccola e buia dove si dice essersi spenta ad età centenaria e non per coincidenza il 1 febbraio, si trova tutt’oggi sotto la chiesa costruita in suo onore, prendendo per questo il nome di “grotta di Santa Brigida”. È stato davvero bello per noi trovarla insolitamente aperta e potervi entrare per la nostra prima volta, proprio in occasione della festa che ha visto celebrare entrambe le Sante. 



Tra gli ospiti di questo evento ci sono stati artisti, poeti, ballerini, musicisti e figure della cultura locale toscana ed irlandese, per commemorare tra la poetica ed il suono di arpe, flauti e campane, il Sacro Femminile e la Santa, celebrando il suo legame con il territorio e creando una preziosa occasione di dialogo tra le due tradizioni culturali apparentemente così lontane, eppure così vicine. Sono state narrate leggende, raccontate tradizioni e spiegati i simboli della Santa, in particolare del mantello e della croce, con forte accento sull’importanza che il simbolo del fuoco perpetuo ha per l’Irlanda. 


Molto suggestivi sono stati soprattutto i due momenti che hanno visto la Prof.ssa di euritmia Elisa Santonastaso danzare nelle vesti della Santa /Dea. Infatti il 31 a San Martino a Mensola ha danzato con un piatto tenuto in equilibrio sulla testa contente candele, mentre il 1 febbraio a Santa Brigida, ha interpretato la Dea al centro della croce, e così acceso le candele dei 4 ragazzi/ballerini del liceo Waldorf di Firenze, che invece rappresentavano i quattro raggi e quindi gli elementi, le stagioni, i punto cardinali e le quattro fasi della vita. I quattro ragazzi vestiti di bianco hanno poi acceso le candele dei presenti, diffondendo la fiamma a tutti coloro che poi in processione hanno permesso l’accensione del fuoco comunale.



Il culto della Dea e poi successivamente il culto della Santa è da sempre connesso alla custodia ed alla diffusione del suo sacro Fuoco. Santa Brigida d'Irlanda era badessa del monastero di Kildare, da 'Cill Dara' la Chiesa della Quercia, che già anticamente era stato un santuario druidico, o comunque un Nemeton sacro, nel quale prima un gruppo di sacerdotesse e successivamente un gruppo di monache tenevano acceso e custodivano un fuoco perpetuo, incarnazione della Dea stessa. Ogni suora a turno vegliava sul fuoco per un'intera giornata, in un ciclo di 20 giorni, quando poi giungeva la volta della diciannovesima suora ella doveva pronunciare la formula rituale “Brighid proteggi il tuo fuoco, questa è la tua notte”. Il ventesimo giorno si diceva che fosse la stessa Brigid a tenere miracolosamente acceso il suo fuoco. Questo monastero dove coabitavano uomini e donne venne eretto attorno al 470 d.C. e divenne uno dei più prestigiosi d'Europa.
Brigit, la Dea o la Santa, è la Fiamma che illumina il nostro mondo, il respiro della terra, la levatrice di anime, la Signora che ci guida, ci ispira, ci purifica, ci trasforma, ci protegge e ci guarisce. Lei è la fonte, la custode e la dispensatrice dei suoi sacri fuochi e delle sue sacre fiamme ed è colei che a sua volta ci insegna a custodire e a condividere il suo fuoco sacro e l'ispirazione che ella stessa ci dona.

Non è un caso che gli elementi principali che presiedono la festa di Imbolc sono il fuoco e l'acqua, che congiunti donano purificazione e guarigione.
In tutto il territorio celtico ci sono pozzi, fonti, fiumi e sorgenti sacre a Brigid e moltissimi di questi ancora oggi sono sacri a lei nelle vesti di Santa Brigida.
Le benedizioni con le sue Sacre Acque offerte durante l'evento provenivano in particolare da due pozzi sacri alla Dea/Santa, quello di Kildare e quello di Faughart, che si trova secondo la tradizione nella città natale di Brigida, nella contea di Louth.
Come il fuoco, anche l'acqua di Brigid è legata al potere purificante, creativo e curativo, alla capacità di “vedere”, all'ispirazione e alle arti; in più l'acqua è anche l'elemento del parto, della sessualità, della fertilità, del nutrimento e non per ultimo è l'elemento attraverso cui esprimiamo e trasformiamo le nostre emozioni più profonde attraverso le lacrime.
Esistono tutt'oggi alcune antiche burraie lungo i pendii della Montagna Fiorentina attorno al paese di Santa Brigida ed al Santuario della Madonna del Sasso, hanno una bella facciata in pietra da cui esce sempre un ruscello che è un po' come l'anima stessa della burraia. Le piccole sale interne possiedono delle piccole fonti da cui scaturisce l'acqua che riempie le piccole sale con il suo gorgoglio; all'interno delle burraie da un lato ci sono le vasche piene d'acqua fresca e dall'altro un lungo ripiano su cui venivano posti i pani di burro e le caciotte. Siamo rimasti veramente incantati dal modo in cui Brigid, sia nel suo volto di Dea Madre che di Santa, sia viva nella nostra terra nativa.

Questo meraviglioso evento, a cui per noi è stata davvero una gioia poter partecipare, e più in generale la sua festa di Imbolc, celebrato proprio quest'anno dopo che il governo irlandese ha reso nel 2023 la festa di Santa Brigida una festività nazionale, è stato dedicato alla pace nel mondo, alla natura compassionevole di Brigida ed alla celebrazione dei valori Brigidini di pace, comunità e potere della voce del Sacro Femminile, nella speranza che queste giornate di pace e condivisione possano ispirare una nuova alba per il nostro pianeta, tormentato anche da guerre sanguinose.

❤Matteo Isidoro Galli e Laura Lander❤

martedì 25 luglio 2023

Brigit e la Cailleach in Portogallo












Sono rientrata sabato da Lisbona ed è stato un viaggio meraviglioso. 
Sono partita senza sapere assolutamente nulla di Lisbona e del Portogallo e sono tornata innamorata e desiderosa di conoscere il più possibile della sua storia, della sua cultura e dei suoi misteri.
I reperti che vedete in foto risalgono all'età del rame e sono stati rinvenuti principalmente nei siti archeologici di Vila Nova de S. Pedro e a Pedra de Ouro, a qualche chilometro da Lisbona, conservati nel Museo del Convento do Carmo.
Sono oggetti che mi hanno colpita il cuore, perché esprimono chiaramente la presenza di un antichissimo culto del Sole e delle acque e questa statuina ha chiaramente i tratti di una dea uccello. 
Le placchette di pietra incise con Soli radianti, linee, onde, zig zag, puntini etc. sono dei pesi da telaio risalenti al Calcolitico/Età del Rame, che provengono dallo stesso sito della statuetta femminile, questo ci suggerisce, come insegna la Gimbutas, che fossero dedicati ad una divinità della tessitura. In base alle incisioni si tratterebbe di una dea solare e onnivedente (soli), legata alle acque, quindi alla fertilità, al nutrimento, alla vita, morte e rigenerazione (zig-zag, onde/serpenti, puntini/pioggia) e forse alla ciclicità e al computo del tempo (linee). Tutto questo ben si sposa con l'immagine della statuina che ha volto o maschera di uccello e seni evidenti. 
Sempre risalenti al calcolitico abbiamo anche questi "idoli cornuti", ritenuti possibili supporti da camino, e le macine, che potrebbero suggerirci sia l'importanza dell'agricoltura e della cottura dei cibi, ma anche forse una connessione di questa divinità arcaica con il Focolare. 
Le placchette in bronzo sono degli idoli, provenienti da Xisto, Castelo de Vide, Montemor-o-Novo e Évora e risalgono al Neolitico Finale. Come riposta la Gimbutas nel suo libro "Il linguaggio della Dea", queste placchette sono provenienti dalle tombe megalitiche portoghesi, decorate con occhi e triangoli, con fori, forse per appenderle ai vestiti, e rappresentano la Dea della morte e della rigenerazione. 
Mentre gli idoli cilindrici di calcare, che sembrano connessi anch'essi a contesti funerari e risalgono al Calcolitico, in alcuni casi hanno impressi su di essi simboli e caratteri antropomorfi, seni, occhi, triangolo pubico e linee facciali (forse tatuaggi o segni di una maschera). Questi idoli vengono interpretati come figure divine protettrici, organizzate in pantheon locali, o totem, alcuni ritengono invece si tratti della rappresentazione di una divinità femminile legata alla metallurgia, chiaramente ciò dipende anche dal contesto del ritrovamento. 

"A categórica associação destes artefactos à representação de uma divindade mediterrânica, de género feminino ligada à metalurgia, ou a sua contemporaneidade com o aparecimento dos copos canelados (Gonçalves, 1979; 1995), marcando o início das paisagens calcolítica carece igualmente de ampliação da base empírica, adquirindo os estudos realizados nas margens do Mediterrâneo uma importância acrescida para este debate (Bueno Ramirez e Soler Díaz, 2020).
Como facto inquestionável parece a estreita ligação dos “ídolos cilíndricos” a contextos de cariz funerário, onde podem representar totens, divindades protectoras, organizadas em panteões, mas em estreita ligação também a sítios de habitat. A sua presença nos povoados de Vila Nova de São Pedro, Zambujal, Leceia, Parede ou Porto Torrão seguramente ultrapassa aspectos oficinais e a proliferação destas personagens estrangeiras em altares domésticos no Ocidente peninsular revela a profundidade do complexo processo de Calcolitização em curso. Em aberto estão questões, como as da identificação de género ou relação directa destes artefactos com o universo feminino e mobilidade social."

(Brano tratto dall'articolo "Artefactos cilíndricos de vila nova de são pedro – A colecção do Museu Arqueológico do Carmo (Lisboa)" di Andrea Martins; César Neves; Mariana Diniz; José Morais Arnaud. Pubblicato su "Arqueologia & Historia - Revista de Associação dos Arqueólogos Portugueses Volume 70 - PALEOLÍTICO EM PORTUGAL – NOVOS DADOS, NOVAS PERSPECTIVAS")

Purtroppo non sono riuscita a fare una foto migliore, ma esposti vicino agli idoli cilindrici ci sono altre statuette femminili, o frammenti di esse, sempre risalenti al Calcolitico, tre più stilizzate dove si vedono solo seni, occhi o pube inciso, un'altra dove si nota un busto femminile con testa, seni e braccia più umanizzato e infine una figura antropomorfa in osso. 
Il grande calderone in ceramica invece viene definito nella descrizione del museo come "calderone di fondazione", proveniente da Vila Nova de S.Pedro e risalente al Calcolitico finale, mentre la svastica è indicata solo come "elemento architettonico" proveniente dal sito archeologico di Citânia de Santa Luzia. Peccato non essere riuscita a trovare informazioni, ma continuerò a cercare, mi sento spinta da quella sete di sapere che è come un pozzo profondo e perenne. 



A pochi chilometri da Lisbona vi è anche un sito megalitico, il Cromlech di Almendres, vicino alla città di Évora, che purtroppo non ho potuto visitare perché per raggiungerlo è necessaria la macchina. Questo sito è composto di pietre erette a forma di mandorla ed è più antico di Stonehenge. I Cromlech non furono costruiti tutti in una volta, ma disposti e riorganizzati in un periodo di circa 3000 anni. Disordinatamente disposte in due gruppi di cerchi concentrici, le prime pietre nei cerchi più piccoli ad est furono poste intorno al 6000 a.C., mentre gli anelli più grandi ad ovest furono aggiunti al sito intorno al 5000 a.C., durante la nuova età della pietra. Le prove dimostrano che furono ridistribuiti nel 3000 a.C. circa per essere più in linea con il Sole, la Luna e le stelle, suggerendo alcuni scopi rituali e sacri legati al cielo. In totale, ci sono 95 pietre nel Cromlech di Almendres e sono state scoperte solo nel 1966.


Piccola curiosità fuori tema, visitando la città di Évora, tra le tante bellezze presenti, è possibile anche vedere un Tempio romano dedicato a Diana.




Tutto questo chiaramente mi ha incuriosita e non è certo un mistero che il Portogallo sia stato abitato anche da popolazioni celtiche, mi sono quindi chiesta se ci fossero tracce di Brigit e...ovvio che si!
Si conservano tracce del suo nome in diversi toponimi: 
✨Brigantia, città della provincia romana della Gallaecia (che comprendeva l'attuale Galizia e Portogallo settentrionale) che oggi si chiama Betanzos; 
✨Braga, capitale della Gallaecia, oggi a nord del Portogallo; 
✨Braganza, città anche questa della Gallaecia, oggi al nord del Portogallo.
In portoghese il nome di Brigida è Brixida, e Brigantia è Braganza.
Ma non finisce qui, lo storico greco Erodoto nel V° secolo a.C. ci parla di una tribù celtica in Spagna che chiama "Kallaikoi". L'autore romano Plinio parla del popolo dei Callaeci, tribù da cui deriva il nome Gallaecia/Cailicia (Galizia) e Portus Cale (Portogallo). Il nome Callaeci viene fatto risalire ad "adoratori della Cailleach". Quindi il Portogallo è la terra della Cailleach/Cale/Calaica-Beira e anche in questo caso si conservano dei riferimenti locali. 
▪️Cabeça da velha (Testa della Vecchia), una famosa pietra che si trova a Serra da Estrela (Catena montuosa della Stella) identificata con Beira.
▪️ Beira Litoral (Una regione storica e culturale del Portogallo. La regione contava 33 comuni, con gran parte dei distretti di Aveiro e Coimbra, metà di quello di Leiria e un comune di quello di Santarém. Il suo capoluogo era Coimbra.)
▪️ Beira Alta (Un'antica provincia del Portogallo che comprendeva 21 comuni). In questa provincia si trova anche la Serra da Estrela.
▪️ Beira Bassa/Beira Baixa (Antica provincia del Portogallo che contava 13 comuni)


E per concludere in bellezza, quella che vedete in foto è una reliquia conservata nella Chiesa di São João Batista o Igreja Paroquial do Lumiar, a Lisbona. Si tratta niente di meno che di una parte del cranio di Santa Brigida d'Irlanda!!! La Chiesa si trova a Lumiar, termine che significa "Luminosa" ed ho trovato un riferimento ad un'antica "strada del Sole" o "sentiero dei morti" che partiva dall'eremo di San Sebastiano e arrivava alla chiesa di San Giovanni Battista.
Secondo la leggenda la reliquia fu portata da Hibernia (antico nome latino dell'Irlanda) a Iberia da tre cavalieri, probabilmente templari, le cui tombe si trovano lungo i fianchi della chiesa. La reliquia è custodita qui da oltre 650 anni.

Alma Nimue

lunedì 12 dicembre 2022

MASSI ERRATICI E MADONNE NERE di Michela Piazza


A 1159 metri, in una conca naturale tra le Alpi Biellesi, si trova la Madonna Nera del Santuario di Oropa. In questo sito Maria viene venerata da tempi antichissimi. Addirittura si dice che Oropa sia uno dei primi luoghi a lei dedicati, risalente al IV secolo.
Il culto, secondo la tradizione, fu qui introdotto da S. Eusebio, vescovo di Vercelli. Questi, dopo essere stato in Terra Santa, tornò dall'oriente con una statua o un’effigie raffigurante la Madonna e la collocò tra le rocce di Oropa. Perché proprio lì?
Nel IV secolo, nelle valli alpine Piemontesi, era vivo il paganesimo celtico. In particolare Oropa rappresentava per le popolazioni locali un luogo di venerazione di antiche divinità femminili, le Matres. Era anzi una sorta di “santuario” delle stesse, un punto di ritrovo dei fedeli, verso il quale si compiva quello che oggi definiremmo un pellegrinaggio. La barma o “caverna di rocce” di Oropa era considerata infatti, da tempo immemore, dispensatrice di salutari benefici fisici e di fecondità. L'antico ghiacciaio si era ritirato lasciando nella conca molti massi erratici e i celto liguri portavano avanti il culto litico. In particolare consideravano quelle pietre dotate di enormi poteri di guarigione. Girare attorno a una di esse e poggiarvi contro la schiena consentiva di propiziare la fertilità e di ottenere la salute. Questa tradizione è perdurata nei secoli e richiama casi simili. “Nei paesi celtici per eccellenza (Bretagna, Irlanda) sopravvivono numerosi esempi di pietre con le stesse modalità rituali di quelle di Oropa. (…) Era il culto delle Madri celtiche, considerate protettrici della fecondità, abitanti presso caverne e fonti. Un cromlek, un menhir, una barma (come a Oropa) era la loro sede.” (cit. M. Trompetto, Storia del Santuario). Ancora nel 1892 il culto litico e la credenza che, battendo contro la pietra, si potessero ottenere salute e fecondità rimanevano vive nella tradizione contadina biellese. Tornando ai tempi di Eusebio: le popolazioni montane, lontane dalle vie di comunicazione e dai centri cittadini, erano nel IV secolo quelle che restavano maggiormente legate alle religioni pagane. La cristianizzazione faticava a insediarsi, perché le genti mantenevano la devozione celtica verso i torrenti, i boschi e i grandi massi, ritenuti luoghi di presenza del femminino sacro. Come detto, a Oropa si veneravano le Matres o Matronae: protettrici dei campi, della natura e della famiglia. Questo culto, diffuso in tutto il vercellese, è documentato da reperti e fonti. In accordo con ciò che stavano facendo anche altri contemporanei, Eusebio decise di soppiantare i culti pagani con la venerazione per Maria. Dobbiamo ricordare che, in questo momento storico, la Madonna non era ancora la figura odierna a cui siamo abituati: il titolo di Madre di Dio le sarebbe stato ufficialmente riconosciuto solo un secolo dopo, nel 431, con il concilio di Efeso; la sua verginità perpetua non era un dogma (risale al 553 d.C.), né tanto meno lo era l'Immacolata concezione (ufficializzata solo nel 1854!). Il culto a lei dedicato era ancora agli esordi e si
andava definendo. Eusebio, che era uno dei sostenitori della devozione mariana, capì però che Maria era già la figura perfetta per sostituire senza traumi le divinità femminili precedenti: le Matres locali, ma anche Iside (rappresentata con il figlioletto e venerata per la pietà, la compassione e la partecipazione ai dolori dei fedeli) e le altre. Nella grotta di massi erratici sacra alle Matronae celtiche, Eusebio introdusse quindi il culto della Madonna. La tradizione vuole che il vescovo costruisse proprio al riparo della barma, di cui rimangono i resti nella fiancata settentrionale della Basilica antica, il Sacello in cui viene attualmente conservata la statua della Madonna Nera.

Quello che mi preme sottolineare è come, a Oropa, la figura di Maria incarni con continuità gli aspetti più importanti delle antiche dee.


La Madonna Nera è ritenuta capace di sanare, come le Matres dei massi erratici, e nel Santuario sono conservati innumerevoli ex voto che testimoniano guarigioni miracolose. Nella Basilica Superiore, poi, cicli di affreschi la celebrano come regina e addirittura come "corredemptrix", co-redentitrice, un termine davvero ardito che la pone alla pari con suo figlio e non a lui subordinata.
Sempre in questi affreschi Maria è detta "deipara", theotókos, madre di Dio: appunto il titolo propugnato da Eusebio e che richiama Iside e altre divinità femminili del passato; ed è Virgo in perpetuo, un termine che mi spinge a ricordare come per gli antichi questa definizione indicasse una dea indipendente e autonoma rispetto al principio maschile. La statua della Madonna nera è di fattura duecentesca e non può quindi essere quella portata (in modo presunto) da Eusebio dall'Oriente e dalla Palestina. Tuttavia la scelta del colore potrebbe a essa rimandare e si inserisce nella più vasta casistica di Madonne Nere note per le loro qualità miracolose. Come dicevo, la statua è posta in un sacello della Basilica Antica, che è costruita intorno a un masso erratico. Di più: parte del masso è ancora visibile a ridosso di uno dei muri e penetra all'interno della chiesa stessa.


La pietra era molto più grande, venne ridotta in epoca medievale, ma non fu mai tolta del tutto.
Fa parte della chiesa, sacra al pari della statua: due versioni della Madre che dispensa grazie, quella antica e quella cristiana, poste una accanto all'altra. Sovrapposte e unite a offrire benedizioni.

-Michela Piazza-

sabato 22 ottobre 2022

BRIGIT SULLE ALPI Di Michela Piazza

 La scorsa estate sono stata in vacanza sulle Orobie bergamasche e vi ho trovato Brigit.


Qui esiste infatti l’unico comune italiano a essere intitolato a Santa Brigida d’Irlanda. Si trova a 810 metri di altitudine, circondato da splendide montagne. Al confine tra Valsassina, Val Brembana e Valtellina vide sorgere probabilmente prima dell’anno Mille una chiesa dedicata alla Santa di Kildare, chiesa che diede poi il nome anche al centro abitato.
La targa posta all’esterno del Santuario ricorda che la chiesa venne eretta sopra a un precedente luogo di culto celtico, in una località il cui nome richiama le fonti sacre e dove Brigida era invocata per le guarigioni.
Si può ipotizzare che furono monaci irlandesi provenienti dalla Svizzera a diffondere il culto per la Santa, figura (cito da un volantino realizzato dal comune) “a metà tra mondo cristiano di stampo occidentale e mondo celtico influenzato da sacerdoti pagani, convertiti al Cristianesimo ma portatori degli antichi valori. Potrebbe anche essere, come molti studiosi pensano, che Santa Brigida e la importantissima dea celtica Brigit siano la stessa persona.”


Oggi la costruzione ha preso il nome di Santuario della Madonna Addolorata (anche se resta un mistero la scelta della definizione “santuario”, dato che non custodisce reliquie né vi è mai stata alcuna apparizione mariana in loco). Non è visitabile se non in rarissime occasioni e con una guida. Ho avuto la fortuna, grazie ai miei titoli accademici e alla gentilezza di Dario, un esperto locale, di potervi accedere e di godere della vista degli affreschi, alcuni molto particolari. Il legame con Brigit, però, non resta relegato ai tempi antichi.
All’inizio del XX secolo fu eretta una nuova chiesa, in posizione più centrale rispetto al paese. Sul portale campeggia la figura di Santa Brigida, con in mano il pastorale che le attribuisce potere vescovile. Sulla cima svetta la croce di Brigit, creando un perfetto legame di continuità.


Sul volantino che descrive la moderna chiesa parrocchiale viene infatti riportato senza mezzi termini: “Particolare è la dedicazione all’irlandese Santa Brigida di Kildare (453-524 ca) (…) che è la Santa di un mondo celtico che si rifà anche ad antiche divinità”. La croce di Brigit si trova anche sullo stemma del paese, insieme a due "Becch" (caproni).


Questo perché le donne del paese non sono mai state cattoliche troppo ferventi: si diceva anzi che avessero costumi sessuali più liberi e maggiore autonomia rispetto alle altre valligiane. Da qui il fatto che i mariti fossero spesso becchi. Il più impressionante esempio della continuità tra mondo celtico e cattolico si può rinvenire in un affresco realizzato nella frazione Caprile Inferiore di Santa Brigida dall’artista Manuela Sabatini nel 2020 e che è stato commissionato dal comune. Rappresenta Santa Brigida, con tanto di fiamma sacra sul capo, capelli rossi agitati dal vento e croce di Brigit in mano, posta in piedi in posizione predominante a vegliare sulla Madonna con bambino.
Non la trovate una meravigliosa fonte di ispirazione?


🙏Ringraziamo di cuore Michela Piazza per questo bellissimo, interessante e prezioso contributo 💓

mercoledì 31 agosto 2022

Luoghi Sacri e toponimi legati a Brigit-Belisama


Il culto di Brigit al giorno d'oggi è molto diffuso ed è presente, per quanto ne sappiamo, in Europa, in America e in Australia.
La devozione per Brigit è grande e ha una natura complessa, spesso sincretica e interreligiosa.
Il suo sincretismo millenario con Santa Brigida d'Irlanda, ha permesso alla Dea di sopravvivere e giungere fino a noi, arricchendosi forse di nuovi tratti e sfumature, come sempre è accaduto nella storia dei popoli e delle divinità pagane, anche prima del Cristianesimo, basti pensare alla sua identificazione con Minerva e Giunone ad opera dei Romani. 
Nella nostra comprensione della Dea, Ella muta nello spazio-tempo e nell'avvicendarsi di popoli con culture ed esigenze differenti, poiché Lei ha molte forme eppure nessuna, ha molti nomi eppure nessuno, Lei è Tutto ciò che è stato, che è e che sarà, è la Creatrice ed il Creato. Per usare le parole di una meravigliosa Melissa dell'Alveare, Sandra: 
"La Grande Madre è TUTTI i corpi, li abita e li anima  racchiudendoli. La Grande Madre è la regola e la sua eccezione. Niente può dirsi fuori dal suo Mistero, nulla è "straniero" nel Focolare del suo Infinito Cuore Pulsante."
Santa Brigida d'Irlanda è un personaggio realmente esistito, la cui fama è stata però tramandata grazie a narrazioni leggendarie e simboliche, piuttosto che bibliografiche, assumendo caratteri quasi divini e fondendosi con le caratteristiche della Dea di cui porta il nome, diventando un anello di congiunzione tra il mondo pagano celtico e il cristianesimo dei primi secoli. Per molte e molti infatti, non c'è differenza tra la Dea e la Santa, rappresentando quest'ultima la manifestazione terrena di un aspetto di Brigit. Secondo altre/i sarebbe stato il popolo irlandese, durante il periodo di conversione dell'Irlanda al Cristianesimo, a preservare la loro amata Dea coprendola con il manto della Santa, trasferendo credenze e riti dall'una all'altra.
Bisogna dire però, che non tutte e tutti condividono questo punto di vista, molti neopagani rifiutano categoricamente questa visione e va benissimo così, ma non si può ignorare o negare questo aspetto del suo culto, così vivo e presente ancora oggi. La fusione e confusione delle due figure ha creato dei ponti di pace e dialogo tra due mondi separati, proprio come fece Brigit sposando Bres e unendo così due fazioni in lotta. 
Per questo molti dei luoghi sacri a Brigit che troverete in elenco sono luoghi sacri alla Santa irlandese, a voi la libertà di scegliere se accogliere questo approccio sincretico o meno. Inoltre molti luoghi conservano memoria della Dea nel loro toponimo. Nella lista troverete anche luoghi legati specificatamente a Belisama, a Brigantia e alla Cailleach.

ITALIA

⧫Brisighella (RA)
⧫Brescia - Brixia
⧫Brione (frazione di Brescia)
⧫Briga Alta (CN)
⧫Brescello (RI)
⧫Brione (TO)
⧫Briona (NO)
⧫Breia (VC)
⧫Bressanone - Brixen in tedesco (BZ) 
⧫Colle Braida  - Avigliana (TO)
⧫Roc 'd Santa Brigida - Moncalieri (TO) Si tratta di un masso erratico, detto 'di Santa Brigida', perché in questo luogo, fin dal Cinquecento, esisteva una cappella dedicata appunto a Santa Brigida e a questa santa era anche intitolato il più antico convento dei cappuccini di Moncalieri, fondato nel 1540 accanto alla chiesa preesistente. Il roc di Santa Brigida nella leggenda appartiene al culto della fertilità ed un tempo le donne credevano che appoggiare il ventre sul masso favorisse la fecondità della madre e la buona salute del nascituro. 
⧫Briaglia (CN)
⧫Brianza (un territorio della Lombardia che comprende i comuni delle province di Como, Lecco, Monza e Brianza e una piccola parte della città metropolitana di Milano)
⧫Duomo di Milano (sotto il quale vi era un tempio sacro a Belisama)
⧫Fiume Brenta (Brinta in latino, Brandau in tedesco, Brint in cimbro) in Trentino Alto Adige
⧫Chiesa di Santa Brigida d'Irlanda a Piacenza
⧫Chiesa di Santa Brigida d'Irlanda, ora Beata Vergine Addolorata, in località Santa Brigida, Valle Brembana, nel Bergamasco, fondata sui resti di un precedente luogo sacro pagano probabilmente di origine celtica. 
⧫Cappella di Santa Brigida, a Piasco in provincia di Cuneo
⧫Chiesa di Santa Brigida nel paese di Santa Brigida, frazione di Roncegno Terme, Trento
⧫Chiesa di Santa Brigida, a Romagnano, Trento
⧫Chiesa di Santa Brigida a Pontassieve, in provincia di Firenze
⧫Il culto di Santa Brigida si diffuse in Italia in periodo tardo, mentre in Piacenza, alta Valle Brembana e in Valsassina il culto risulta già diffuso prima dell'anno 1000. 
⧫Sorgente del Fiume Lambro (Magreglio)

Brigit-Belisama fu identificata con Minerva dai Romani, per cui con molta probabilità i Santuari di Minerva presenti in area celtica erano precedentemente luoghi sacri a Briga-Belisama. Molto spesso questi Santuari sorgono in prossimità di fonti o grotte e sono legati in qualche modo anche al fuoco. Ne sono un esempio:
⧫Santuario di Minerva sotto il Duomo di Milano
⧫Santuario di Minerva a Breno, in località Spinera (Brescia)
⧫Tempio di Minerva Medica a Montegibbio, Sassuolo
⧫Santuario di Minerva a Marano di Valpolicella (Verona)

SVIZZERA 

⧫Briga-Glis, comune svizzero del Canton Vallese, nel distretto di Briga del quale è capoluogo.

AUSTRIA

⧫Bregenz (in alemanno Breagaz) sulla sponda austriaca del Lago di Costanza, altrimenti detto Brigantus Lacus.

FRANCIA 

⧫Bretagna
⧫Briga Marittima, in francese La Brigue, è un comune situato nel dipartimento delle Alpi Marittime nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
⧫Santuario di Notre Dame des Fontaines, che sorge a Le Brigue (Briga Marittima).
⧫Briançon (in italiano Brianzone; in occitano Briançon), è un comune situato nel dipartimento delle Alte Alpi
⧫Autun, vicino Lione, nella regione della Borgogna-Franca Contea (antica Augutodunum, dove era venerata con il nome di Berecyntia)
⧫Valnay, nella regione della Borgogna-Franca Contea. (venerata con il nome di Brigindu)
⧫Luxeuil-les-Bains e Chamalières (dove sono state rinvenute iscrizioni relative a Bricta)
⧫Isole della Loira (su una di esse non ben specificata, pare ci fosse un collegio femminile dedito al culto della Dea)
⧫Lopheric/Loperec, Finistere
⧫Perguet
⧫Berhet, Côtes du Nord
⧫Loperhet/Locperhet
⧫Île-de-Bréhat
⧫Sainte Brigitte, Côtes-d'Armor
⧫Cattedrale di Chartres (Belisama era venerata in una grotta sottostante oggi dedicata a Notre Dame de ⧫Dessous Terre)
⧫Blesmes (Aisne) 
⧫Blismes (Nièvre) 
⧫Beleymas (Dordogne)
⧫Bellême (Orne) 
⧫Balesmes-sur-Marne (Alta Marna)
⧫Vaison-la-Romaine in Provenza 
⧫Saint-Lizier, in Aquitania, nei Pirenei (Belisma viene identificata con Minerva)
⧫Mont Saint-Michel (Nei pressi del Mont Saint-Michel la foresta di Scissy, allora non ancora invasa dal mare, era sede di due tribù celtiche, che utilizzavano la roccia per i culti druidici. Secondo l'abate Gilles Deric, uno storico bretone del XVIII secolo, il santuario era dedicato a Beleno, il dio gallico del Sole. Non è quindi da escludere qualche sito nelle vicinanze dedicato anche alla sua consorte Belisama)
⧫Foresta di Paimpont - Foresta di Broceliande. La forma più antica del nome è Brecheliant, derivante dalla radice celtica brec'h - collina, altura - equivalente al gallese brig (il bretone e il gallese sono lingue imparentate), seguita dal nome di una persona, almeno ipoteticamente.

BELGIO

⧫Cattedrale di San Salvatore, Bruges  (vi è conservata una preziosa reliquia, un pezzo di tessuto di lana rossa appartenente al mantello di Santa Brigida e donato da Gunhild, sorella del re Harold morto ad Hastings nel 1066)

PAESI BASSI

⧫Breda, situata nella provincia del Brabante Settentrionale.

SPAGNA

⧫Brigantia
⧫La Coruña o Betanzos (collocazione dell'antica Brigantium romana)

PORTOGALLO
Lo storico greco Erodoto nel V° secolo A.C. ci parla di una tribù celtica in Spagna che chiama "Kallaikoi". L'autore romano Plinio parla del popolo dei Callaeci, tribù da cui deriva il nome Gallaecia/Cailicia (Galizia) e Portus Cale (Portogallo). Il nome Callaeci viene fatto risalire ad "adoratori della Cailleach", quindi il Portogallo è la terra della Cailleach/Cale/Calaica-Beira.
⧫Braga 
⧫Bragança/Braganza 
⧫ Cabeça da velha (Testa della Vecchia), una famosa pietra che si trova a Serra da Estrela (Catena montuosa della Stella) identificata con Beira.
⧫ Beira Litoral (Una regione storica e culturale del Portogallo. La regione contava 33 comuni, con gran parte dei distretti di Aveiro e Coimbra, metà di quello di Leiria e un comune di quello di Santarém. Il suo capoluogo era Coimbra.)
⧫ Chiesa di São João Batista o Igreja Paroquial do Lumiar, Lisbona. L'edificio comprende la cappella dedicata a Santa Brígida d'Irlanda, dove il teschio della santa, portato da tre cavalieri 'Ibernios', è conservato.

INGHILTERRA (Britannia)

⧫Bath nel Somerset (vi era il tempio sacro a Sulis-Minerva)
⧫Fiume Ribble (fiume sacro a Belisama, che si estende da Ribble Head nel North Yorkshire, attraverso Ribblesdale, nel Central Lancashire e fino al Mare d'Irlanda)
⧫Ribchester (vi era un ipotetico tempio di Minerva-Belisama)
⧫Fiume Bride, nel Dorset
⧫Fiume Brue a Glastonbury
⧫Fiume Brent
⧫Bride's Mound a Glastonbury
⧫White Spring a Glastonbury
⧫Chalice Well a Glastonbury (Si dice che la borsa di erbe curative di Brigit e la sua campana siano nascoste nella terra vicino al Pozzo del Calice)
⧫Il Tor di Glastonbury
⧫St. Bride's Well si trova in Fleet Street, vicino all'angolo sud-est della chiesa di St.Bride, una delle chiese più antiche di Londra
⧫St. Bride’s Well, Lezant, Cornwall
⧫Brent Knoll, Somerset
⧫Brighid’s or Wayland’s Smithy (Burial Chamber), vicino Ahsbury, Oxfordshire.
⧫Ancient Temple to Brighid, Adel, Leeds, West Yorkshire
⧫Ancient Temple to Brighid, Rudston, East Riding of Yorkshire
⧫Ancient Temple of Brighid, Arbeia, South Shields, Tyne and Wear
⧫Bridport, Dorset
⧫Little Bredy, Dorset
⧫Brentford
⧫Isurium Brigantum (ora Aldborough), Yorkshire

GALLES

⧫Fiume Braint
⧫St. Bride's Bay nel Pembrokeshire
⧫Il Pozzo di St. Non (probabilmente originariamente dedicato a Bride)
⧫Pistyll San Ffraid, Castell Henllys, vicino Meline, Crymych, Pembrokeshire
⧫St. Bride's Haven, Pembrokeshire.
⧫St. Bride’s Brook, Magor, Monmouthshire
⧫St. Fraed's Well, Skenfrith, Monmouthshire
⧫Trearddur Bay, dove Brighid sbarcò in Galles

SCOZIA

⧫Birrens, Dumfriesshire, in Scozia (dove fu rinvenuta la statua romana di Brigantia)
⧫ - Roman Fort, Dumfies and Galloway
⧫Bride's Well a Pitlochry
⧫ Bride's Well a Sanquhar
⧫ Bride's Well a Corgarrf
⧫St. Bryde’s Well, Brydekirk
⧫St Bryde's Well, Stanecastle, Irving, Ayrshire
⧫St Bride’s Well in Peebles, Borders
⧫St. Bride’s Well, Dunsyre, Lanarkshire
⧫ Bilbride Burn in West Kilbride, Ayrshire
⧫ Kilbride Island, Loch Fyne, Argyll
⧫ Kilbridemore Burn, Kilbridemore, nr Dunans, Argyll
⧫ St. Bride’s Well vicino Bankfoot, Perthshire.
⧫ Sloc a Brighide/Bride's Sea, vicino all'isola di Lismore, Argyll
⧫ Loch Airigh Meall Bhreide, Mull, Ebridi (Lago del Grande Re sulla Collina di Bride)
⧫ Geaodha Brihdeoin Inlet nr Loch Eriboll/Durness, Highlands
⧫ Tobar Brighde Well, Mealabost, Isola di Lewis, Ebridi
⧫ Fuaran Gheodabrighde Spring, North Tolsta, Isola di Lewis, Ebridi
⧫Tobar Brighid in Lewis, Ebridi
⧫Isole Ebridi (Il cui nome secondo Kathy Jones viene da “tHe-Bride’s - the Bride’s”. L’isola lunga delle Ebridi Esterne, che quando il livello del mare era più basso includevano le isole di Uist, Barra, Harris e Lewis, era chiamata Eileanna Bride - l’Isola di Bride. Leggenda vuole anche che sia stata la Cailleach a creare le isole Ebridi)
⧫Callanish, Lewis, Ebridi (intorno al centro megalitico di Callanish ci sono diverse colline, una di queste, osservata da un determinato punto sembra una donna stesa mentre dorme. In gaelico viene chiamata Cailleach na Mointeach, ovvero la vecchia signora della brughiera. Secondo alcuni, sembra che assomigli a una donna incinta. Ogni 19 anni, in una data notte di plenilunio, sembra che la luna sorga esattamente dai piedi della Signora delle Brughiere. Successivamente la luna si muove lentamente, toccando la punta di due pietre: la Maiden Stone e la Male Stone. Tra l'altro il numero 19 ci riporta alla mente anche le 19 sacerdotesse, poi monache, che vegliavano il fuoco di Brigit e il complesso visto dall'alto ricorda quasi la costellazione del cigno)
⧫Isola di Iona (Nelle leggende si dice che Bride da bambina vivesse nella piccola isola scozzese di Iona. Su questa isola si erge una collina chiamata Dun-I o Slibh Meanach. Sulla cima della collina c’è una sorgente magica conosciuta come la Fonte della Giovinezza.)
⧫Kirkbride Burn, Kirkbride, Creetown, Dumfries and Galloway
⧫St. Bride’s Hill, Bigholms, Dumfries and Galloway
⧫Brydesbanck Hill, New Cumnock, Ayrshire
⧫Kilbride Bay, off Bute, Argyll and Bute
⧫Kilbride Island, Loch Fyne, Argyll
⧫Bride’s Point/Rhuba Bride, Jura, Ebridi
⧫Eilean Bhride, Jura, Ebridi
⧫Kilbride Standing Stone, Port Ellen, Islay, Ebridi
⧫Port Uamh Bride Cave, S. Coast of Mull, Ebridi
⧫An Breideanach, Ulva, Ebridi
⧫Balbride Plantation/Forest, nr Banchory, Dumfries
⧫Breda Hill, Alford nr Kildrummy, Aberdeenshire
⧫A Bhrideanach Bride's Point, Rum, Ebridi
⧫Kilbride Point, nr Loch Snizort, Skye, Ebridi
⧫Eilean nam Bridianach, off Leverbugh, Isle of Harris, Ebridi
⧫Briga Head, Dunnet Head, nr Hunspow, Highlands
⧫St Bride's Head, North Ronaldsay
⧫Kilbride Standing Stone, Port Ellen, Islay, Ebridi
⧫Kirkbride, nr Port Logan, Dumfries and Galloway
⧫Kirkbryde, nr Stranraer, Dumfries and Galloway
⧫Brechin, Angus
⧫Kilbridemore, nr Dunans, Argyll
⧫Cille Brighde, Sound of Barra, S. Uist, Ebridi
⧫Kirkbride, nr Uig, Skye, Ebridi
⧫Ben Nevis, Highlands (dove si svolge la leggenda di Bride e Cailleach)
⧫Pozzo di Ben Cruachan e lago Loch Awe, ad Argyll (sacro alla Cailleach)
⧫Pozzo di Inverness-shire e lago di Loch Ness (sacro alla Cailleach)
⧫Tigh na Cailliche, la casa della Cailleach, a Glen Lyon
⧫Il Golfo di Corryvreckan, è uno stretto stretto tra le isole di Jura e Scarba , ad Argyll e Bute (La tradizione della costa occidentale vuole che il vortice sia la vasca di Cailleach Bheur dove si crede che in Inverno lavi il suo grande plaid. Si dice che questo processo di lavaggio richieda tre giorni, durante i quali il ruggito della tempesta si sente fino a venti miglia (32 km) nell'entroterra. Quando ha finito, il suo plaid è bianco candido e la neve copre la terra. Il plaid rappresenta quindi la terra di Scozia)


IRLANDA

⧫Mound of the Hostages a Tara
⧫Croghan Hill nella contea di Offaly
⧫Abbazia nel Leinster a Kildare
⧫Solas Bhride, 14 Dara Park, Kildare 
⧫St Brigid's Holy Well, Kildare
⧫Fiume Breda
⧫Fiume Breedoge
⧫River Bride
⧫St. Brigid's Well a Liscannor (Lios Ceannúir) nella contea di Clare
⧫Il pozzo di Faughart a nord di Dundalk, nella contea di Louth
⧫Il pozzo di St. Brigid a Castlemagner, vicino alle rovine del castello di Castlemagner nella parte settentrionale della contea di Cork. 
⧫St Bride's Well, Kilbride parish, Co. Mayo
⧫St. Brigid's Well, Ardagh, Co. Longford
⧫St. Brigid's Well, Buttevant, Co. Cork
⧫Pozzo di St. Bridid, Chiffony, Co. Sligo
⧫Pozzo di St. Brigid, Dunteer, Co. Louth
⧫St. Brigid's, Parrocchia di Inismagrath, Co. Leitrim
⧫St. Brigid's Well, Parrocchia di Killinagh, Co. Cavin
⧫St. Brigid's Well, Parrocchia di Kilranelagh, Co. Carlow
⧫Pozzo di St. Brigid, Marlerstown, Co Louth
⧫Pozzo di St. Brigid, Mullingar, Co. Westmeath
⧫Pozzo di St. Brigid, Parrocchia di Outeragh, Co. Leitrim
⧫St. Brigid's Well, Tully, Co. Kildare
⧫St.Brigids well a Clondalkin, nel sud di Dublino
⧫Il pozzo di Brigida del castello di Clonegal, nella contea di Carlow, definito anche il pozzo della visione.
⧫Knockbride Hill ((Bride's Hill) Upper Loughbride & Lower Loughbride, Co. Cavan (Sulla cresta della collina si trovano due laghi, Upper Loughbride e Lower Loughbride "Loughbride" significa "Bride's Lake").
⧫Brigit’s Garden (moderno), Roscahill, Co. Galway
⧫Penisola di Beara nella contea di Cork (sacra alla Cailleach)
⧫Hag's Head (irlandese: Ceann Caillí, che significa “testa di strega”), la punta più meridionale delle Cliffs of Moher nella contea di Clare
⧫Le tombe megalitiche di Loughcrew nella contea di Meath si trovano in cima a Slieve na Calliagh (irlandese: Sliabh na Caillí, che significa “la montagna della strega”) e comprendono un muretto noto come “sedia della strega”.
⧫La vetta dello Slieve Gullion nella contea di Armagh presenta una tomba a corridoio conosciuta localmente come la “casa di Calliagh Beara”.
⧫Aillenacally (Aill na Caillí, “Hag Cliff”) è una scogliera nella contea di Galway.
⧫Le tombe a corridoio di Carrowmore sulla penisola di Cúil Iorra, nella contea di Sligo, sono associate alla Cailleach. Una si chiama Cailleach a Bhéara's House
⧫Si ritiene che una grande roccia situata a Coulagh Bay, vicino a Eyeries, nella contea di Cork, rappresenti il ​​volto della Cailleach trasformato in pietra, nell’attesa che suo marito, Manannan mac Lir, torni da lei.
⧫Isola di Man (sacra alla Cailleach e a Manannan Mc Lir)

N.B.
Esiste una quantità enorme di Chiese dedicate a Santa Brigida d'Irlanda, soprattutto in Gran Bretagna, Irlanda e America, ma ho scelto di non segnalarle, altrimenti sarebbe stato eccessivamente lungo e di fatto poco utile, ne ho inserite solo alcune che hanno un'importanza particolare anche per la Dea. 

Al di là dei siti sopra citati, ricordate che potete entrare in contatto con Brigit in qualsiasi luogo, perché Lei è dentro di voi e intorno a voi, ma potreste sentire più forte la Sua presenza nei verdi pascoli, ricchi di trifoglio e tarassaco, tra mucche e pecore, nei boschi di querce, faggi e betulle, tra i pioppi e i sorbi, nelle radure illuminate dal Sole e ricche di erbe medicinali, dove ci sono cespugli di more, biancospino ed erica, nei meleti e tra le arnie, nei siti megalitici, su tumuli e colline, in grotte in cui c'è presenza di acqua, dedicate alla Madonna, a Santa Lucia o a San Michele Arcangelo, presso le sorgenti galattofore e curative, presso i fiumi e i laghi dove riposano placidamente cigni, aironi e anatre e dove nuotano salmoni. 

La lista non è definitiva e sicuramente crescerà nel tempo, se conoscete luoghi legati a Brigit-Brigantia, a Belisama o alla Cailleach che non sono segnalati, vi invito a comunicarcelo. Grazie 😊

Fonti: 
“La Dea nell’Antica Britannia” di Kathy Jones
“Viaggio nella Natura di Avalon” di Kathy Jones
“The Holy Wells of Ireland” Patrick Logan
“La religione degli antichi Celti” di MacCullock J.A.
“I Celti e Milano” di Marco Fulvio Barozzi

- Alma Nimue -

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