Nell'Alveare oggi stiamo custodendo la Fiamma della Giustizia e io sento l'impellenza di esprimere ciò che sento. Questo post per alcuni potrebbe essere scomodo, ma è necessario. Gli ultimi 6 anni, lo sappiamo, sono stati terribili per il nostro pianeta e le sue creature, apice di un sistema che sta palesemente crollando, ma negli ultimi mesi la situazione è diventata via via più critica e in questi giorni sta montando in me una rabbia infuocata che non sentivo da quando ero ragazza, una rabbia sacra. La rabbia è forse l’emozione più fraintesa e temuta, io stessa ci ho messo anni per farmela amica e per comprenderla. È considerata scomoda, pericolosa, “negativa”. Ci è stato insegnato a reprimerla, a vergognarcene, a mascherarla con sorrisi forzati o con il silenzio. Eppure la rabbia, come tutte le emozioni, è sacra. È una messaggera. È una forza viva che nasce dal corpo e parla alla coscienza. Ogni emozione ha una funzione precisa: ci informa su ciò che accade dentro e fuori di noi. Non esistono emozioni sbagliate, esistono emozioni ascoltate male o ignorate. Quando vengono riconosciute e gestite in modo sano ed equilibrato, diventano strumenti di consapevolezza e di trasformazione. Quando invece vengono soffocate, si trasformano in veleno.
La rabbia nasce quando percepiamo una violazione: dei nostri confini, dei nostri valori, della nostra dignità, della nostra libertà. È il segnale che qualcosa non è giusto. È un campanello d’allarme profondo che dice: “Qui c’è una ferita. Qui c’è un limite che è stato superato”. In questo senso, la rabbia non è distruttiva in sé: è una risposta naturale del sistema corpo-mente a un’ingiustizia reale o percepita.
Il problema non è la rabbia. Il problema è cosa facciamo con essa.
Quando la rabbia non viene ascoltata, quando viene ingoiata e repressa, inizia a macerare dentro di noi. Si deposita nei muscoli, nel respiro, negli organi. Infiamma il corpo e avvelena la mente. Si trasforma in tensione cronica, in rancore, in stanchezza emotiva, in cinismo. Prima o poi esplode: cieca, incontrollata, violenta. Non perché sia cattiva, ma perché è stata ignorata troppo a lungo.
La rabbia repressa diventa distruzione.
La rabbia ascoltata diventa direzione, una freccia infuocata.
Se invece scegliamo di accoglierla, di comprenderla, di darle uno spazio cosciente, la rabbia si trasforma in una forza luminosa. Diventa chiarezza. Diventa confine. Diventa azione. È l’emozione che accende il coraggio e la giustizia. È quella scintilla interiore che ci spinge ad alzarci in piedi di fronte all’ingiustizia, alla violenza, agli abusi, alla prevaricazione, alla discriminazione.
La rabbia sana non chiede di colpire, ma di proteggere.
Proteggere la vita.
Proteggere i diritti.
Proteggere ciò che è sacro in noi e negli altri.
È l’energia della ribellione consapevole, non della distruzione cieca. È la voce interiore che dice: “No, questo non è accettabile”. È la forza che ci muove dal ruolo di vittime a quello di esseri responsabili. Senza rabbia non esisterebbero cambiamenti sociali, rivoluzioni etiche, liberazioni interiori. Ogni trasformazione profonda nasce da una ferita riconosciuta e da una rabbia trasformata in azione giusta.
In questo senso la rabbia è un fuoco sacro. Come ogni fuoco, può bruciare una casa o scaldare un villaggio. Dipende da come lo custodiamo. Se la lasciamo esplodere senza coscienza, distrugge. Se la onoriamo e la incanaliamo, illumina il cammino.
Ascoltare la rabbia significa chiederle:
Cosa mi sta mostrando?
Quale confine è stato violato?
Quale valore è stato calpestato?
Quale parte di me chiede protezione?
Quando facciamo questo passaggio, la rabbia smette di essere nemica e diventa alleata. Diventa la guardiana della nostra integrità. Diventa una forza che ci restituisce dignità, voce, presenza.
In una cultura che premia la passività e demonizza l’intensità emotiva, recuperare il valore sacro della rabbia è un atto rivoluzionario. Significa riconoscere che la nostra sensibilità non è debolezza, ma bussola. Che le emozioni non sono ostacoli, ma linguaggio dell’anima incarnata.
Tutte le emozioni sono sacre perché tutte ci parlano della vita che scorre in noi. Anche e soprattutto, quelle scomode. La rabbia non è il problema. L’anestesia emotiva lo è. La rabbia non distrugge: rivela. Rivela dove siamo stati feriti e dove siamo chiamati a guarire. Rivela dove è tempo di dire basta e dove è tempo di agire.
Accolta con coscienza, la rabbia diventa giustizia in movimento.
Diventa coraggio incarnato.
Diventa amore che non accetta la violazione della vita.
E in questo, paradossalmente, è una delle emozioni più profonde e più sacre che possediamo.
E in questo periodo terribile che stiamo vivendo, di fronte agli orrori a cui stiamo assistendo, Brigit ci invita al coraggio!!! Siamo tutte e tutti scosse/i, sconvolte/i e forse ci sentiamo inermi e spaventati di fronte a tutto questo, ma ora basta!!! E' tempo di dire NO. Non possiamo più stare in silenzio, fermi, indolenti, con orecchie tappate e occhi chiusi, la misura è colma. E' giunto il momento di alzare la testa, di aprire gli occhi e dare voce a quella rabbia, trasformarla in ribellione, non possiamo e non dobbiamo più nasconderci dietro la gonnella della spiritualità da salotto, dobbiamo agire nel nostro quotidiano. Abbiamo permesso che ciò accadesse, tutte e tutti noi lo abbiamo fatto, presi dalla frustrazione, dalla stanchezza di dover "sempre scegliere il meno peggio", dalla mancanza di alternativa, dallo sconforto, dalla sfiducia nel sistema, abbiamo offerto il fianco e permesso al fascismo di tornare al potere, ma ora basta!!! Tutto quello che sta avvenendo ovunque, anche in casa nostra, è qualcosa di intollerabile. Allora cosa possiamo fare? Esercitare i nostri diritti, parlarne sui nostri canali, scrivere post, condividere informazioni corrette e verificate, soprattutto lì dove si cerca di diffondere informazioni false, manipolate e distorte grazie all'intelligenza artificiale e alle parole bugiarde che negano sfacciatamente anche l'evidenza, facciamoci portatrici e portatori di verità, con ancora più onestà, coerenza, integrità, regalità e umiltà, rendiamo chiari e difendiamo i valori che portiamo avanti, partecipiamo a raccolte fondi e manifestazioni di protesta nelle nostre città, facciamo volontariato. E nella nostra quotidianità, nel nostro piccolo, scegliamo di agire in difesa di chi è in difficoltà, senza voltarci dall'altra parte, organizziamo spazi di ascolto sacro e comunicazione empatica, accogliamo e proteggiamo chi ha bisogno e chi subisce, anche se abbiamo paura. La paura, il separatismo e la spinta all'individualismo, la distrazione e la manipolazione sono le armi che utilizzano queste persone, non permettiamo quindi che ci aggancino. Diffondiamo il sacro anche denunciando, proteggendo, custodendo e pretendendo giustizia. Restiamo vigili e presenti e diffondiamo contemporaneamente atti di gentilezza e bellezza, coltiviamo la pace dentro di noi e impegniamoci a creare un mondo migliore. Facciamolo ORA!
Alma Nimue

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